TAGLIATI I CAPELLI E VAI A LAVORARE

Stefano Rocco

Il mondo era diventato improvvisamente complesso ed irriducibile alle maldestre precedenti semplificazioni intellettuali. Meno male, direte voi, era ora! Lo so, un comunista onirico in meno e una persona compatibile con il mondo circostante in più non può che fare piacere, però...

I lettori più o meno coetanei di Rocco – quindi tutti quelli che stanno attraversando il meraviglioso decennio da sessantenni – si infileranno in un gioco di specchi piani, concavi, convessi, appena un po’ deformi, che riflettono tranche di vita conosciuta, sfiorata, opposta, a sollecitare un ricordo non passivo; ma il regalo sarà prezioso anche per i più anziani o per i lettori giovani, perché l’intento dichiarato di Rocco è quello di offrirsi sinceramente e spietatamente al punto di incontro con l’altro: sia esso l’autorità scolastica, istituzionale, genitoriale, sia esso l’oppositore politico, siano tutti i compagni di strada che credevano di essere uguali e invece erano sempre un po’ diversi, siano tutti i potenziali lettori.

 

Anno: 2021

Pagine: 128

 16,00

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Stefano Rocco

Stefano Rocco. Nato ormai troppo tempo fa a Monfalcone ed emigrato a Bologna sul finire dei fatidici anni Settanta, inseguendo fumose visioni politiche ed artistiche, non è sempre riuscito ad arginare un prepotente impulso interiore alla dispersione e persino all’inconcludenza. Il musicista e l’insegnante di musica sono le uniche attività nelle quali è riuscito a raggiungere una certa quale stabilità, per il resto tende a rimbalzare senza sosta da una passione all’altra. Tra queste, la scrittura, ritorna periodicamente ad occuparlo, inizialmente con qualche racconto breve e poi con alcune collaborazioni in ambito editoriale scolastico con La Nuova Italia. Al momento è fanaticamente dedito ai giri in bicicletta sull’Appennino emiliano.

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Recensioni

  1. Gabriella Bortoli

    Una scrittura ironica e vivace, racconta con realismo le vicende vissute da quelle generazioni di cui faccio parte. Anche se studiavo. Grande orgoglio di lotta e coscienza. Non capivamo perché gli operai non ci volessero nei loro cortei!!!
    Da pubblicare!
    Gabriella Bortoli

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